Pasolini: un poeta italiano fastidioso.

(Prima parte)

Pier Paolo Pasolini è nato a Bologna il 05/03/1922.
Vive la sua giovinezza in pieno periodo fascista, trasferendosi qua e la per il paese insieme al padre rivoluzionario e la madre insegnante.
Esordisce giovanissimo come scrittore pubblicando una raccolta di poesie.
Immediatamente come molti suoi colleghi del periodo si schierano dalla parte dell'opposizione sostenendo le teorie comuniste affermandole come unica salvezza governativa in Italia post seconda guerra mondiale.
Non passò molto che il PCI di cui Pasolini faceva parte in modo attivissimo, lo cacciò via perché omosessuale, con la scusa assurda: che il poeta era stato portato in tribunale con l'accusa di pedofilia.
Tutte balle che riempivano di mala informazione le persone con la speranza di diffamarlo.
E' vero che il poeta fu visto diverse volte da solo con ragazzi, ma ciò era solo al fine di continue ricerche sociologiche e continue affermazioni del livello di cultura e informazioni che c'era nei giovani del periodo, riguardando temi come l'educazione sessuale.
Infatti dopo qualche anno girerà un documentario con questo sfondo dal titolo “Comizi d'amore” intervistando persone di tutte le età in varie zone del' Italia. Nel 1955 debutta con grande successo col romanzo “Ragazzi di vita” comunemente chiamato: “Il romanzo delle borgate romane”. Appena stampato non ci fu neanche il tempo di sfogliarlo che il libro venne sequestrato e il nostro intellettuale fu chiamato pornografico.
E' vero che nel romanzo ci sono alcuni passi dove si parla di prostituzione-maschile, ma è anche vero che nel racconto non c'è solo questo, ed è anche vero che la storia principale non gira attorno a questo, (fermo restando che è un problema molto grosso ed esistente nella nostra società).
Pasolini nella sua opera affronta temi sensibilissimi che erano nati nei borghi con la fine della guerra, per citarne uno (che a mio parere è molto toccante) è quello della nascita e sfruttamento del sottoproletariato.
Vinta la causa non si spaventa affatto di tutto ciò che la società lo circonda, ansi ringrazia fortemente i ragazzi di vita e Sergio Citti suo grande amico e sostenitore durante il periodo di causa, e non passò moltissimo che un'altra opera-scandalo della letteratura del '900 uscì fuori dalla penna di Pier Paolo, “Una vita violenta” secondo romanzo che parla della misera vita di borgata sempre ambientato nel periodo Roma- dopoguerra.
L'uomo delle tre P non fu soltanto questo ma ne parleremo ancora nel prossimo articolo dedicato a quest'ultimo.

Paolo